Myanmar, un anno dopo il sisma: la solidarietà della CRI e il potere dell’Unità

Scritto il 25/03/2026

In 12 mesi aiutate oltre 200.000 persone grazie a una raccolta fondi dedicata e a una sinergia internazionale senza precedenti.

Un anno fa, nel marzo 2025, una serie di scosse sismiche colpiva il Myanmar, in particolare le regioni di Sagaing e Mandalay e gli Stati di Shan e Bago, riducendo in macerie migliaia di abitazioni, scuole e ospedali e cambiando la vita di più di 6 milioni di persone.

Più di 3.800 le vittime, oltre 200.000 gli sfollati.

Oggi, a dodici mesi da quel tragico evento, la Croce Rossa Italiana (CRI), impegnata fin dal principio nel supportare le comunità così duramente colpite, guarda ai risultati ottenuti: non solo numeri, ma storie di rinascita rese possibili dalla generosità dei donatori italiani e dalla forza del nostro Movimento.

Il Principio di Unità: un’azione corale

La risposta della Croce Rossa Italiana si è fondata su uno dei nostri cardini fondamentali: il Principio di Unità. Per garantire che ogni euro raccolto si traducesse nel massimo impatto possibile, la CRI ha scelto di canalizzare le proprie risorse verso la Croce Rossa del Myanmar attraverso la Croce Rossa Danese (DRC).

Una scelta strategica: la consorella danese vanta, infatti, una presenza storica e consolidata nel Myanmar, fattore che ha permesso di superare le barriere logistiche e operare con tempestività ed efficacia. Questa operazione ha visto unire le forze di diverse Società Nazionali – tra cui Hong Kong, Francia, Islanda e Belgio – dimostrando come, di fronte alle catastrofi, il Movimento Internazionale agisca come unico, instancabile organismo, ponendo al centro la consorella del paese colpito.

I numeri di un impegno costante

Grazie a questo sforzo congiunto e al supporto tecnico fornito anche da remoto dai nostri esperti di Information Management e della Task Force di risposta alle emergenze, i risultati al 31 dicembre 2025 sono straordinari:

Un futuro per i più piccoli

Particolare rilievo assume il lavoro svolto nei Child Friendly Spaces (CFS) a Sagaing e Mandalay. In questi spazi protetti, sostenuti attivamente dalla partnership con la Croce Rossa Danese, i bambini hanno potuto ritrovare il diritto al gioco e alla creatività. “Mia figlia è diventata più sicura di sé e socievole. Ogni volta che torna dal centro la vedo crescere”, racconta una madre di Sagaing. È qui, nel sorriso dei più piccoli, che si misura il valore più autentico del nostro intervento.

Essere parte di questa operazione internazionale, a fianco dei colleghi danesi e birmani, ricorda che nessuno è troppo lontano per essere aiutato quando si agisce insieme.

La Croce Rossa Italiana continuerà a monitorare la situazione e a sostenere le comunità del Myanmar nel loro percorso di resilienza a lungo termine, fedele al mandato di essere “ovunque per chiunque”.