Giornata Internazionale dei rom: l’impegno della Croce Rossa Italiana per inclusione e diritti in Montenegro

Scritto il 08/04/2026

Ogni giorno, in Europa, migliaia di persone appartenenti alla comunità rom si confrontano con ostacoli che limitano l’accesso a diritti fondamentali come istruzione, lavoro e assistenza sanitaria. In Montenegro, un paese che in passato ha accolto numerose ondate migratorie di persone rom in fuga dai conflitti balcanici, questa realtà è particolarmente evidente. Qui intere famiglie vivono in condizioni di precarietà, spesso ai margini della società, con opportunità ridotte e percorsi di inclusione ancora fragili.

La Croce Rossa Italiana, da oltre vent’anni, opera al fianco della Croce Rossa del Montenegro per sostenere la comunità rom ed egizia, promuovendo percorsi concreti di inclusione e autonomia. Un impegno che si rinnova in occasione della Giornata internazionale dei rom, sinti e camminanti, attraverso interventi che mettono al centro le persone e le loro storie.

Inclusione lavorativa per favorire l’autonomia

A Konik, alla periferia di Podgorica, il lavoro rappresenta una delle chiavi principali per uscire da condizioni di marginalità. Qui, dove un tempo sorgeva un grande campo profughi nato dai conflitti in Bosnia ed Erzegovina e Kosovo, storie come quella di Skeljizen e di suo figlio Brahim mostrano cosa può significare avere un’opportunità concreta.

Falegname il primo, parrucchiere il secondo, già da qualche anno hanno potuto sviluppare le proprie attività grazie al supporto della Croce Rossa, che ha fornito strumenti, spazi e accompagnamento. Oggi il loro lavoro non è solo una fonte di reddito, ma anche un punto di riferimento per la comunità, capace di generare fiducia e nuove prospettive.

A un centinaio di chilometri, a Rožaje, percorsi simili stanno prendendo forma. Qui una madre e una figlia hanno ricevuto un aiuto fondamentale, permettendo alla seconda di frequentare un corso di guida grazie al sostegno della Croce Rossa, con l’obiettivo di avviare un’attività di consegne legata al piccolo commercio familiare di prodotti cosmetici, rendendo possibile una piccola espansione delle attività. Piccoli passi che si trasformano in opportunità concrete di autonomia.

Il supporto ai giovani

Nella piccola città di Cettigne, invece, l’attenzione si concentra sui più giovani, spesso tra i più esposti al rischio di esclusione. Qui, bambini e ragazzi partecipano ogni settimana a workshop organizzati dai facilitatori della Croce Rossa del Montenegro, durante i quali scoprono elementi della propria cultura e si avvicinano alla partecipazione attiva nella società.

Accanto a queste attività, il doposcuola rappresenta uno dei momenti più importanti: ogni giorno, dopo le lezioni, i bambini si ritrovano per svolgere insieme attività ludico-ricreative, imparando attraverso il gioco e rafforzando il senso di gruppo. Un supporto fondamentale che contribuisce non solo al percorso educativo, ma anche a ridurre il rischio che i minori si trovino a mendicare per strada.

Nei prossimi mesi, saranno inoltre offerte visite mediche gratuite di controllo, inclusi screening specifici, per garantire un’attenzione più ampia al benessere dei più vulnerabili, superando anche le barriere legate all’accesso ai servizi sanitari.

Accesso ai diritti: il nodo dei documenti

Accanto alle attività di inclusione rimane però un ostacolo cruciale: i documenti, senza i quali costruirsi un futuro stabile diventa estremamente difficile.

A Rožaje lo racconta Miloš, un uomo arrivato dal Kosovo alla fine degli anni ’90, che oggi vive con la sua famiglia senza poter garantire ai propri figli e nipoti diritti fondamentali:
“I miei figli e i miei nipoti sono tutti nati in Montenegro, ma nessuno di loro ha la cittadinanza”, spiega. Ottenerla sarebbe fondamentale “per la nostra sicurezza e per fare in modo che i miei figli e nipoti possano ricevere le cure mediche e un’istruzione”. Questo perché senza documenti “non possiamo nemmeno lavorare, non abbiamo diritti. Solo la cittadinanza ci salverebbe”.

La Croce Rossa in tutto il paese supporta le comunità nei percorsi di accesso alla documentazione e alla cittadinanza, un passaggio essenziale per poter accedere ai servizi, entrare nel mondo del lavoro e costruire una vita dignitosa.

Il lavoro in Montenegro è ancora molto, ma in questa Giornata, la Croce Rossa Italiana rinnova il proprio impegno a lavorare al fianco della comunità rom, affinché sempre più persone possano trasformare condizioni di fragilità in opportunità concrete di inclusione e futuro.

la curiositàTra i tanti stereotipi che circondano la comunità rom, uno dei meno conosciuti riguarda proprio il significato del termine “Rom”. Spesso utilizzato in modo generico, in realtà non identifica un gruppo omogeneo, ma racchiude una pluralità di comunità diverse, tra cui Sinti, Ashkali, Egiziani, Travellers e Camminanti. La scelta di questo nome risale all’8 aprile 1971, quando a Londra si tenne il primo Congresso Internazionale delle popolazioni romanès. In quell’occasione, “Rom” – che nella lingua romanì significa “Uomo” – fu adottato non per uniformare identità differenti, ma per riconoscerne il valore comune, nel rispetto delle diversità culturali. Le origini di questo popolo risalgono a migrazioni partite dall’India e sviluppatesi nel corso dei secoli attraverso l’Europa. Un percorso lungo e complesso, che ha contribuito ad arricchire il continente con tradizioni, musica, arte e letteratura, ancora oggi parte integrante del patrimonio culturale europeo.